CCSVI Emilia-Romagna

Diagnosi

 


Monthly multiple sclerosis animLe fasi iniziali della sclerosi multipla (SM) possono essere caratterizzate da un’anamnesi di sintomi vaghi che spontaneamente si risolvono  o si attenuano e che possono essere ascritti ad un gran numero di patologie.
Quindi, prima che venga suggerita l’ipotesi di SM, può trascorre un lungo periodo di tempo ed essere coinvolto un lungo processo diagnostico.

D’altra parte, una possibile diagnosi di SM può essere molto più definita, per la presenza di sintomi classici (es.: neurite ottica) e di una distinta cronologia degli attacchi.
Il neurologo richiede prova che i tipi di deficit neurologici indichino il coinvolgimento di almeno due aree diverse del sistema nervoso centrale con effetti verificantisi in due tempi diversi.

La SM è essenzialmente una diagnosi clinica e non vi sono test che sono specifici alla malattia e nessun test è conclusivo al 100%.

Quindi, per determinare una diagnosi di SM sono necessari diversi test e varie procedure, includenti le seguenti indagini cliniche:

Anamnesi

Il medico farà l’anamnesi medica che includerà segni pregressi dei sintomi come pure lo stato attuale della vostra salute.  Alcunitipi di sintomi, il loro esordio ed andamento possono suggerire la SM anche se, per confermare questa diagnosi, saranno necessari una visita medica completa e tutta una serie di test diagnostici.

 

Esame Neurologico

Il neurologo eseguirà delle indagini per verificare se vi sono anormalità a livello delle vie nervose. Alcuni dei segni neurologici più comuni coinvolgono cambiamenti nei movimenti oculari, nella coordinazione degli arti, debolezza, equilibrio, sensazioni, parola e riflessi. Tuttavia, questo esame non può determinare le cause provocanti l’anormalità e quindi devono essere eliminate altre possibili cause di malattia che producono sintomi simili a quelli della SM.

 

Test di Evocazione dei Potenziali Visivi e Auditori

Quando si verifica la demielinizzazione, la conduzione dei messaggi lungo i nervi può subire un rallentamento. I potenziali evocati misurano il tempo occorrente al cervello per ricevere ed interpretare i messaggi (conduzione della velocità nervosa). Ciò viene effettuato ponendo elettrodi di piccole dimensioni sul capo che monitorizzano le onde cerebrali di risposta agli stimoli visivi ed auditivi. Normalmente, la reazione del cervello a tali stimoli è quasi istantanea ma, se vi è demielinizzazione del sistema nervoso centrale può verificarsi un ritardo. Questo test non né è invasivo né doloroso e quindi non richiede il ricovero in ospedale.

 

Risonanza Magnetica Nucleare (MRI)

La scansione MRI è un test diagnostico più recente che permette di avere immagini dettagliate del cervello e del midollo, mostranti ogni area presentante sclerosi (lesioni o placche). Anche se questo è l’unico test che consente di vedere le lesioni presenti nella SM, esso non può essere considerato come conclusivo, soprattutto perché non tutte le lesioni possono essere evidenziate dallo scanner e perché molte condizioni morbose possono produrre anormalità identiche.

La RMI può chiaramente mostrare la dimensione, la quantità e la distribuzione delle lesioni e assieme alle altre evidenze di sostegno ottenute dall’anamnesi e dall’esame neurologico, costituisce un indicatore molto significativo verso la direzione di conferma della diagnosi. Inoltre, per l’abilità di misurare l’attività della malattia nel cervello e nel midollo spinale, la RMI è uno strumento molto utile nelle sperimentazioni cliniche vertenti alla determinazione della validità delle nuove terapie.

lpPuntura Lombare

In questo esame, il fluido cerebrospinale (il fluido che scorre nel cervello e lungo il midollo spinale) viene saggiato per la presenza di anticorpi. Gli anticorpi possono essere presenti non solo nella SM ma anche in altre malattie neurologiche.Una piccola quantità di fluido viene prelevata dal midollo spinale tramite un ago, inserito in uno spazio intravertebrale.

L’inserzione dell’ago viene preceduta dalla somministrazione locale di una modica quantità di anestetico e quindi, anche se fastidiosa, la procedura non è dolorosa.

Dopo questo esame il paziente deve rimanere a letto per diverse ore e quindi può rendersi necessaria la sua permanenza in ospedale per una notte.  Successivamente, per alcuni pazienti può essere necessario un breve periodo di recupero. Questa indagine può indicare la presenza di SM anche se un suo esito positivo non può ritenersi conclusivo.

 

La diagnosi di SM non è sempre ben netta. I sintomi iniziali possono essere transitori e vaghi e confondere tanto il paziente che il medico curante. Sintomi invisibili, o soggettivi, sono spesso difficili da comunicare ai medici e al personale sanitario e, a volte, i pazienti sono sommariamente liquidati con una frettolosa etichetta di ‘neurotici’ o di ipocondriaci.

 

Dopo un episodio per il quale avete cercato il consiglio medico, il vostro medico curante può anche non avervi detto che sospetta che voi siate affetti da SM. Questo ritardo può essere molto ragionevole perché il neurologo potrebbe desiderare di notare almeno due episodi distinti, con sintomi separati da un intervallo di almeno un mese e persistenti per almeno 24 ore. Buoni rapporti con il vostro neurologo e con il medico di famiglia sono essenziali. Anche se la SM può presentare periodi di crisi e episodi acuti che richiedono attenzione medica specialistica è una malattia che va vissuta e gestita ogni giorno.

Il tempo della diagnosi è stressante, non solo per la persona affetta da SM, ma anche per le famiglie e per le persone che forniscono assistenza le quali dovrebbero essere informate in maniera completa sulla diagnosi, la prognosi, il trattamento, le considerazioni inerenti la sua gestione e le modifiche allo stile di vita che sono associate alla SM.
Il medico di famiglia e l’Associazione locale di SM sono importanti e continue fonti di assistenza e di informazioni per coloro che sono affetti da SM.

La diagnosi di SM è shoccante e spesso stereotipi di sedie a rotelle e disabilità tendono a dominare i pensieri della persona colpita.

Tuttavia, è molto importante rendersi conto che molti pazienti colpiti da SM ed anche le persone che li assistono, hanno riconosciuto che, prendendo in considerazione le limitazioni causata dalla malattia, è possibile vivere la propria esistenza al massimo delle potenzialità. Quindi, anche se in certi casi è necessario rinunciare alla propria attività lavorativa, all’istruzione e alle attività sociali, molte persone affette da SM possono condurre vite produttive, appaganti e normali.

Criteri diagnostici

I criteri di McDonald sono stati pubblicati nel 2001[1] e modificati nel 2005.[2] Evidenziano la ricerca della diffusione nel tempo e nello spazio delle lesioni.

tabella diagnosi CCSVI