CCSVI Emilia-Romagna

La Ricerca tra Tempi di Scienza e Tempi di Vita

Quando viene pubblicata una novità in relazione alla ricerca scientifica medica spesso al malato arriva il messaggio che la cura è quasi pronta ; ma tutti noi sappiamo che il progresso scientifico, con particolare attenzione alla Medicina, avviene per piccoli passi, giorno dopo giorno, ricerca dopo ricerca nel rispetto dei tempi della Scienza. Ma questa cosa, soprattutto, per chi soffre di una malattia grave come la SM, non è facile da capire. Vuole risposte immediate, che non sempre si possono dare ma che mal si conciliano con i tempi di Vita.

Negli stessi anni in cui Einstein, dopo aver pubblicato 3 memorie con le quali rivoluzionava il mondo scientifico, in Francia veniva pubblicata un’opera filosofica, l’Evoluzione creatrice (1907), con la quale Henri Bergons, “rivoluzionò” il modo di concepire la realtà. Una delle teorie bergosoniane che fece più scalpore negli ambiti culturali d’inizio 900, fu la distinzione fra tempo della Scienza e della Vita.

Il tempo scientifico è reversibile (in quanto un esperimento può essere ripetuto un numero indefinito di volte).

Il tempo della vita, al contrario, è irreversibile, composto da momenti irripetibili che possono essere solo ricreati ma non vissuti.

Come conciliare, dunque, tempo scientifico e tempo della vita?

Ben lo aveva intuito 7 secoli prima, Moshesh ben Maymon Ramban detto anche Maimonide, grande figura di medico di origine ebrea.

Nacque a Cordoba il 30 marzo 1135 e, per evitare la conversione all’islamismo dopo la conquista di Cordoba da parte degli Almohadi (setta araba ortodossa), seguì la famiglia in Marocco a Fez; si trasferì in Palestina e infine in Egitto, dapprima ad Alessandria e successivamente a Fustat dove morì il 13 dicembre 1204. È sepolto in Palestina nella città di Tiberiade.

Maimonide, esule in Palestina e quindi in Egitto, divenne medico della famiglia di Saladino e, nel 1172, capo degli ebrei d’Egitto. Il pensiero di Mosè Maimonide rappresenta un punto di sintesi tra le riflessioni religiose e giuridiche del mondo ebraico, la cultura musulmana e l’analisi della filosofia greca, viene considerato l’antesignano della moderna medicina psicosomatica, mettendo in luce i rapporti esistenti fra i sintomi di varie malattie e la psiche.

Si tratta dunque, di autore la cui influenza ha superato i confini dell’ebraismo e del mondo islamico per arrivare all’Occidente latino, dove fu letto e studiato anche da Tommaso d’Aquino.

La riflessione di Maimonide abbracciò ambiti assai diversi del Sapere: dal diritto alla medicina, alla religione, alla politica.

Egli è ricordato soprattutto per la “Preghiera del medico”, a lui attribuita.

Questa preghiera venne pubblicata per la prima volta in una rivista tedesca, nel 1793, e presentata come “Preghiera quotidiana di un medico prima della visita ai suoi pazienti”.

Dio Onnipotente, Tu hai creato il corpo umano con infinita sapienza[...] Se qualcuno più saggio di me volesse migliorarmi e consigliarmi, fa’ che la mia anima segua con gratitudine la sua guida; perchè vasta è l’estensione della nostra arte. Se però qualche sciocco presuntuoso impedisse con la sua critica il mio lavoro, fa’ che l’amore per la mia arte mi dia il coraggio incrollabile di affrontarlo e di continuare risoluto senza alcun riguardo per la sua età, reputazione, fama, perchè se mi arrendessi le Tue creature soccomberebbero alla malattia e alla morte[...].