CCSVI Emilia-Romagna

La fondazione “Albero di KOS” finanzierà la ricerca di base libera e creativa

Non garantire sufficienti risorse finanziarie alla ricerca spontanea spesso comporta seri danni non solo alla conoscenza scientifica, ma, considerata la sua funzione di stimolo innovatore della ricerca orientata e di sviluppo, anche al progresso economico e sociale del Paese.

Ecco perché riteniamo opportuno la costituzione di una Fondazione che assolva al ruolo insostituibile della ricerca di base, libera e creativa.

Pur comprendendo l’assoluta urgenza di una concentrazione degli sforzi di ricerca in determinati campi – evitando dispersioni e duplicazioni di iniziative e puntando anche per la ricerca fondamentale su di un sano spirito di competizione fra Enti e persone – si ha il timore che, con i pochi finanziamenti alla ricerca di base, si stia inconsapevolmente commettendo il grave errore di sopprimere la gallina dalle uova d’oro.

La scarsità delle risorse finanziarie in gioco, sempre più preoccupante, non giustificherebbe comunque un simile errore, aggravato dal fatto che la ricerca fondamentale – oltre ad essere in primo luogo fonte di sviluppo delle conoscenze – costituisce un elemento essenziale del sistema di educazione in generale, un investimento a lungo termine, uno stimolo al processo d’innovazione e di evoluzione all’interno della società.

In tale quadro, la domanda che ci si pone da tempo (a livelli diversi) è: che posizione deve assumere la ricerca fondamentale in un paese moderno, come sostenere gli sforzi, rafforzare i mezzi, adattare le strutture, come conciliare le sue esigenze specifiche con quelle di altre forme di ricerca scientifica e tecnica?

Come può essa contribuire più sicuramente ai grandi interessi nazionali e internazionali, pur garantendo ai singoli ricercatori la libertà di ricerca?

Nessuna seria politica della scienza può evitare di rispondere a simili interrogativi.

Con la telemedicina diagnosi migliori nello spazio e a terra

Con la telemedicina diagnosi migliori nello spazio e a terra

L’associazione a livello nazionale si sta impegnando a sostenere e finanziare la progettazione di un Programma di “TeleMedicina” per diagnosi d’Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale. Il progetto trae origine da tecnologie messe a punto e sperimentate nello Spazio dal progetto “Drain Brain”, che ha visto come protagonista l’astronauta Samantha Cristoforetti. Il progetto consisterà nel dotare alcuni centri distribuiti sul territorio nazionale delle nuove tecnologie diagnostiche sviluppate recentemente presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e testate in orbita nell’ambito dei programmi spaziali governativi. I dati raccolti dai poli periferici confluiranno, per via telematica, presso il Centro di Eccellenza Diagnostico di Ferrara per essere analizzati.

Il progetto permetterà di superare l’attuale situazione sulla diagnosi di CCSVI spesso non possibile nei centri pubblici, e che obbliga i pazienti a rivolgersi a operatori talvolta privi di adeguata esperienza diagnostica. Le indagini, previste dal progetto, saranno tutte non invasive e dai costi molto bassi rispetto ai test diagnostici attuali.

A livello regionale ci stiamo impegnando per realizzare uno di questi snodi presso la nostra sede associativa in Granarolo dell'Emilia.