CCSVI Emilia-Romagna

Diagnosi e Trattamento della CCSVI

La CCSVI è stata individuata la prima volta attraverso un esame con Eco Color Doppler transcranico ed extracranico. I risultati del team del professor Zamboni confermano come l’EcoColorDoppler sia uno strumento di diagnosi potente e non invasivo. È altamente specifico nello scoprire il tipo di distribuzione delle stenosi delle vene extracraniche e di quelle extravertebrali, con una sensibilità trascurabile. Comunque, la valutazione dei dati indica chiaramente come la riproducibilità della diagnosi ECD è strettamente dipendente da un addestramento specifico. L’indagine viene eseguita sia in posizione clinostatica (sdraiati) sia in posizione ortostatica (seduti).

Per maggiore accuratezza diagnostica, altri tipi di stenosi possono essere diagnosticati mediante una venografia selettiva che consente di visualizzare i distretti venosi  ma anche in questo caso occorre che l’operatore sia opportunamente istruito su cosa ricercare. Questi metodi diagnostici hanno permesso di individuare un’ostruzione all’azygos e alle giugulari nei pazienti affetti da sclerosi multipla.

Parametri per la diagnosi

I parametri per giungere ad una diagnosi della CCSVI sono i seguenti:

  1. Reflusso nelle vene giugulari interne (IJVs) e/o vene vertebrali (VVs) in posizione seduta e supina;
  2. Reflusso nelle vena cerebrale interna, vena basale di Rosenthal, e grande vena cerebrale di Galeno (DCVs);
  3. Presenza di stenosi nelle vene giugulari interne (IJV) all’indagine B-mode ad alta risoluzione;
  4. Flusso non rilevabile all’indagine Doppler nelle IJVs e/o nelle VVs;
  5. Controllo posturale inverso delle principali vie di deflusso venoso cerebrale.

Per una diagnosi di CCSVI devono essere presenti almeno 2 dei 5 parametri

La CCSVI colpisce più frequentemente le vene giugulari e la vena Azygos, quest’ultima non può essere indagata direttamente tramite l’Ecodoppler. Si possono tuttavia sospettare dei problemi emodinamici al sistema venoso Azygos in maniera indiretta; valutando ad esempio la presenza di reflussi nelle vene vertebrali.

ATTENZIONE: Prima di eseguere l’esame Ecodoppler per CCSVI è utile sapere

Indipendentemente dall’esame per la diagnosi di CCSVI l’EcoDoppler è un esame operatore dipendete. Ciò significa che soltanto operatori esperti in diagnostica vascolare assicurano una precisa e valida rappresentazione delle alterazioni vascolari; occore infatti una buona esperienza per l’esecuzione e l’interpretazione dei dati.

Per quanto riguarda la CCSVI, esistono dei precisi parametri da tenere in considerazione per poter formulare la diagnosi, oltre che ad una metodica da seguire per rilevarli correttamente. Se il medico che esegue l’esame non conosce il protocollo da seguire, o comunque non lo applica, ha una elevata probabilità di avere dei falsi negativi. Il protocollo in questione è quello suggerito dal Prof. Zamboni, scopritore della CCSVI che, fino a prova contraria, rimane uno dei maggiori esperti di questa patologia vascolare. Tale protocollo è stato accettato e pubblicato su riviste scientifiche del settore, stiamo quindi parlando di un protocollo diagnostico presente nella letteratura medico-scientifica.

La formazione del medico è un requisito fondamentale. Sconsigliamo di spendere del denaro per un EcoDoppler eseguito da un medico non informato sulla CCSVI e con un Ecodoppler non tarato per rilevare la presenza di reflussi sui distretti venosi profondi del collo; confrontandosi con una patologia sconosciuta molto probabilmente l’esito dell’esame risulterebbe inattendibile

Accertarsi di persona che il medico al quale ci si affida conosca in maniera approfondita la CCSVI, e segua il protocollo Zamboni per la sua diagnosi. Chi non dovesse avere particolare urgenza, può attendere la pubblicazione dei centri ufficiali evitando malintesi dovuti a diagnosi errate.

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Trattamento della CCSVI tramite PTA

2482754723 a97582919a mLa sindrome quando causa stenosi può essere trattata attraverso angioplastica dilatativa o PTA. L’intevento consiste  nel praticare una puntura endovenosa attraverso la quale viene fatto navigare un catetere guidato da un radiologo. Quando si raggiungono le vene bloccate queste vengono dilatate gonfiando un palloncino posto sul catetere.

L’intervento si svolge nel territorio delle vene anziché in quello delle arterie come normalmente avviene per le tradizionali angioplastiche.

Sotto controllo angiografico standard, i radiologi interventisti rimuovono il blocco delle vene tramite un palloncino. Il professor Zamboni ha condotto tali interventi con l’ausilo del radiologo dottor Roberto Galeotti, anch’egli dell’Università di Ferrara – Ospedale S. Anna.  Il trattamento è stato praticato su tutti i 65 pazienti dello studio pilta.

Lo studio dettagliato con i risultati è stato pubblicato nel Journal of Vascular Surgery il 24 novembre 2009. A due anni dagli interventi di PTA si nota come nei pazienti si è avuta:

  • una diminuzione del numero di nuove ricadute
  • una forte riduzione del numero di nuove lesioni cerebrali da sclerosi multipla
  • un miglioramento della qualità della vita
  • ripristino di una normale memoria di lavoro
  • riduzione della stanchezza

Poiché l’intervento chirurgico libera il flusso di sangue, l’equipe ha deciso di denominare la procedura “trattamento di liberazione”.

L’opinione del professor Zamboni è pertanto quella per cui, quanto prima ai pazienti viene diagnosticata e trattata la CCSVI, tanto maggiori saranno le funzionalità che si manterranno, e tanto minore sarà il danno causato dal flusso anomalo di sangue.
“Perché – sostiene Zamboni – la sclerosi multipla è una malattia progressiva che colpisce sopratutto i giovani, e se perdiamo tempo, questi peggioreranno senza possibilità di tornare indietro. Questo è molto pesante per me”.

L’esperienza all’estero

Il prof. Salvatore Sclafani  della State University di New York, Brooklyn U.S.A. da 40 anni esperto radiologo interventista da quando ha letto i lavori di Zamboni si è appassionato alla CCSVI  nella Sclerosi Multipla tanto da approfondire gli studi. Egli ha usato gli ultrasuoni per sondare l’affidabilità diagnostica del trattamento proposto da Zamboni e ha verificato che il restringimento patologico delle vene, è presente nei pazienti affetti da sclerosi multipla e risponde bene alla procedura di angioplastica dilatativa con l’uso del palloncino. Al 10 giugno 2010, oltre ad avere diagnosticato una molteplicità di persone, ha anche trattato 20 malati di sclerosi multipla. I suoi pazienti vivono negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.

Il dott. Sandy McDonald, Barrie Vascular Imaging, del  Toronto South Medical Center Canada, collabora con lo studio italiano. Ad oggi, ha eseguito l’angioplastica dilatativa su 6 pazienti con sclerosi multipla e CCSVI. Visti i risultati soprendentemente positivi, ha deciso di continuare i trattamenti all’interno di uno studio controllato. Ritiene che l’angioplastica, una procedura consolidata da 25 anni, poco invasiva e con rischi inesistenti, abbia trovato, con il trattamento della CCSVI, una nuova applicazione.

Il prof.  Mark Haacke, neuro-scienziato specializzato in “imaging”, docente alla McMaster University in Canada e alla Wayne State University di Detroit, si è fortemente interessato  ai risultati di Zamboni. Il professor Haacke già da molto tempo indaga sui depositi di ferro nel cervello dei pazienti affetti da sclerosi multipla servendosi di una specifica tecnica di analisi tramite Risonanza Magnetica chiamata SWI. Haacke ha infatti avviato da tempo uno studio, chiedendo ai centri neurologici del Nord America e dell’Europa, di effettuare alcune risonanze magnetiche extra del collo e della parte superiore del torace nei pazienti affetti da sclerosi multipla. Le scansioni possono poi essere inviate elettronicamente al suo gruppo di ricerca per l’analisi. Egli ritiene che questo approccio di base potrebbe spronare studi e approfondimenti su ampia scala. Il professor Haake spera di poter coinvolgere specialisti di sclerosi multipla e chirurghi vascolari, radiologi interventisti di tutto il mondo, per studiare la teoria e poi passare a diagnosticare e trattare pazienti affetti da sclerosi multipla rapidamente.

Trattamento e Diagnosi delle malformazioni Venose: Consensus Document IUP50